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Il Modernismo in letteratura: 5 libri da leggere almeno una volta nella vita

Il modernismo, un movimento artistico e letterario che sente la necessità di un rinnovamento delle forme culturali.

2 minuti

 

Agli inizi del Novecento, si sviluppa in tutta Europa un movimento artistico e letterario che sente la necessità di un rinnovamento delle forme culturali: il cosiddetto Modernismo. Ezra Pound, scrittore statunitense e padre di sotto-movimenti modernisti come l’imagismo e il vorticismo, aveva creato un motto che racchiudeva l’idea principale della nuova avanguardia letteraria: “Make it new!”, o meglio, “Rinnovare!”, che consisteva in un connubio tra sperimentazione e approfondimento critico.
Vediamo nelle seguenti brevi pillole chi furono gli esponenti principali del Modernismo inglese e cinque loro opere, da leggere almeno una volta nella vita.

 

heart-of-darkness-uberaura1. Joseph Conrad (1857-1924)

Di origini polacche ma cittadino del mondo anche a causa del suo mestiere di marinaio, Joseph Conrad pubblica Cuore di tenebra (Heart of Darkness) nel 1899. Narra la storia di Kurtz, marinaio e uomo di mondo come il suo artefice, che arriva in Africa per portare la civiltà europea in quelle terre, nelle quali, invece, si perde.

Il “cuore di tenebra” è quello dell’uomo civilizzato che si sente spaesato in quelle società primitive e primordiali. Conrad fa una profonda riflessione critica sul ruolo del colono, perché è consapevole della grandiosità delle sue imprese ma anche di quanto sia difficile la sua presenza in luoghi “altri”.

 

sons-and-lovers-uberaura2. David Herbert Lawrence (1885-1930)

Ricordato come uno tra i più grandi interpreti della crisi del Novecento, il suo capolavoro è sicuramente Figli e amanti (Sons and Lovers) del 1913.

Ne è protagonista Gertrude Coppard, una donna non amata dal marito e che riversa il suo amore morboso sui suoi due figli.

Sono molto profonde le analisi introspettive sia del rapporto conflittuale tra i genitori che del processo di emancipazione dei figli. Inoltre, la storia anticipa quello che sarà poi chiamato da Freud “complesso di Edipo”.

 


dubliners - UberAura
3. James Joyce (1882-1941)

Considerato l’autore più innovativo e sperimentale del Modernismo inglese, nel 1914 pubblica Gente di Dublino (Dubliners) una serie di racconti che aspirano a descrivere la storia morale del suo paese, attraverso due aspetti: la paralisi e la fuga. La paralisi è dovuta alla politica e alla religione dell’epoca mentre la fuga ne è la conseguenza ma è destinata sempre al fallimento.

I racconti si possono, inoltre, suddividere in infanzia, adolescenza, maturità e vita pubblica per poi concludersi con l’ultimo capitolo in cui, con forti immagini simboliche, il protagonista, Stephen Dedalus, abbandona i dogmi per dare spazio, finalmente, alla sua creatività. 

 

Mrs Dalloway - UberAura4. Virginia Woolf (1882-1941)

Pubblicato nel 1925, è il suo terzo romanzo, La signora Dalloway (Mrs Dalloway), un capolavoro della letteratura modernista.

“La signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comprati lei.” Questo è uno degli incipit più famosi della letteratura: Clarissa ne è la protagonista in una Londra che si fa ambigua e complessa. Gli eventi si svolgono in una sola giornata e sono concatenati a momenti soggettivi, i moments of being, in cui si fa spazio ai monologhi interiori in un susseguirsi di pensieri e ricordi.

 

a-farewell-to-arms - UberAura5. Ernest Hemingway (1881-1861)

Sicuramente Addio alle armi (A Farewell to Arms) è uno dei romanzi più conosciuti dello statunitense Hemingway. Pubblicato nel 1929, narra la storia di Frederic Henry che si è arruolato volontariamente alla prima guerra mondiale, spinto da idee romantiche. Sul fronte conosce l’infermiera inglese Catherine Barkley, con la quale nasce un intenso rapporto amoroso.

La trama e le scelte stilistiche compiute rimandano alla “Lost Generation”, la “generazione perduta” di cui Hemingway fa parte. Sfiducia nei valori tradizionali, visione di un mondo sterile e arido fanno di questo romanzo un degno membro del movimento modernista.

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