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L’incredibile Principessa Diana, icona di compassione

Guerriera, principessa, eroina, icona, Dea, eppure così affascinante nelle sue debolezze. La versione vecchia scuola che Patty Jenkins ci regala di Wonder Woman è tutto questo e molto di più.

2 minuti

 

La Principessa Diana di Themyscira, nata dalla volontà della Regina Ippolita delle Amazzoni senza intervento maschile, vive in pace sull’Isola Paradiso con le sue sorelle, malgrado un’antica maledizione che minaccia questo matriarcato ideale. Quando un pilota della Prima Guerra Mondiale si schianta sulle coste di Themyscira, Diana deve affrontare i pericoli e gli orrori del Mondo degli Uomini e si impegna a sconfiggere Ares, il potente Dio della guerra che ha instillato l’odio nel cuore degli uomini.

 

È una storia vecchia come il tempo. O quantomeno datata al 1941, l’anno che vide la nascita della più iconica delle supereroine, creata dallo psicologo e scrittore americano William Moulton Marston e ispirata alle pioniere del femminismo e del controllo delle nascite.
Malgrado la storia sia così familiare per gli appassionati di fumetti e per chiunque sia cresciuto con la storica versione TV del personaggio interpretata da Lynda Carter, la versione di Patty Jenkins appare fresca, attuale ed entusiasmante. In parte, ciò è dovuto al fatto (scandaloso) che questo è il primo adattamento cinematografico della Signora dei fumetti DC: vedere la scena in cui Diana, dalle scogliere di Themyscira, osserva incuriosita l’aeroplano di Steve Trevor che si schianta nel mare dell’Isola Paradiso è un po’ come vedere la prima versione filmica di Anna Karenina che avanza solenne nel fumo di una stazione ferroviaria, o di Romeo e Giulietta che si scambiano endecasillabi al balcone, o, perché no, di Gesù Cristo affisso alla croce. È un’immagine iconica, emozionante, è il cinema che finalmente riconosce e rende visivamente immortale un altro pezzettino di grande letteratura (eh sì, i fumetti sono letteratura!).

 

Gal Gadot in Wonder Woman © 2017 Warner Bros.

Gal Gadot in Wonder Woman © 2017 Warner Bros.

Una Wonder Woman umana

Ma non è solo questo. I fumetti DC si differenziano dal resto della letteratura supereroistica per la natura iconica, quasi divina dei loro personaggi.
Eppure Wonder Woman è molto di più di una fredda imago dei. Wonder Woman ha dei difetti. Wonder Woman è determinata, ma ingenua. È una bambina cocciuta che diventa una donna ancora più testarda. Ama le storie e ha bisogno di tempo per imparare a discernere saggiamente tra fatti e finzione. È piena di stupore e curiosità, ma anche cauta nell’accettare senza porsi domande ciò che un nuovo mondo aggiunge alle sue convinzioni. È quasi incredula per la delizia del primo gelato che assaggia e si lancia in un sorriso da farti sciogliere il cuore quando vede per la prima volta un neonato. È, come da antica tradizione greca, una Dea che cammina tra i mortali rispecchiandone l’esistenza incoerente e contradittoria e offrendo, con la sua volontà d’imparare e la sua accettazione della sofferenza, un ideale e un’ispirazione.

 

La ballata epica di Patty Jenkins raggiunge il suo climax in una sola battuta: «Credo nell’amore». Il sentimento più semplice. Nella sua purezza, anche il più sovversivo. Wonder Woman, l’arma degli dei, il supereroe che può piegare in due un carrarmato, affronta i mali del mondo come ambasciatrice della pietà. È esattamente l’eroe di cui il femminismo moderno (a dirla tutta l’intero mondo moderno) ha bisogno nel delicato momento storico che stiamo attraversando: non è perfetta, ferma su un piedistallo, non è un vago ideale di potenza umana. E non è un leader che ha bisogno di fare il bullo per farsi sentire. È un eroe a cui è concesso di essere debole e di crescere, che impara a conoscere il mondo attraverso gli occhi della compassione e accetta la verità finale che sconfigge le guerre: riconoscere la propria umanità negli occhi del nemico potrebbe essere l’arma più forte che ci salverà dalla distruzione totale.

 


wonder-woman-movie-poster-uberaura Regista: Patty Jenkins
Sceneggiatura: Allan Heinberg
Cast: Gal Gadot, Chris Pine, Robin Wright, Danny Huston, David Thewlis, Connie Nielsen, Elena Anaya
Anno: 2017
Trailer

Ciro Di Lella works as an Art History and Literature teacher in a private school in Rome and freelances as a translator of Young Adult and romance novels (English to Italian) for a publisher based in Brescia. In the past, he has worked as the artistic director for a film club aimed at high-schoolers. He got the film bug when he was in middle school and hasn’t stopped watching and writing about movies ever since. He’s also a voting member of the International Cinephile Society (https://icsfilm.org/).

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