Search
Home / Art  / Prospettive ardite: i gioelli di Licia Mattioli e le costruzioni impossibili di Escher

Prospettive ardite: i gioelli di Licia Mattioli e le costruzioni impossibili di Escher

Se l'incontro tra un avvocato, l'arte orafa e l'arte contemporanea diventa un amalgama fantastico e sognante

2 minuti

Cos’è che lega un avvocato, delle piccole pietre preziose e le costruzioni impossibili di Escher?

 

Non si tratta di uno strano indovinello, ma dei fantasiosi anelli della nuova collezione “Rêve_r” di Licia Mattioli, avvocatessa e appassionata di arte che ha combinato il tutto nelle sue collezioni di gioielli. Licia Mattioli, infatti, oltre ad aver aperto una galleria d’arte contemporanea a Torino che aiuta a promuovere i lavori di giovani artisti, si è dedicata, a partire dal 1995, all’azienda orafa di lunga tradizione acquisita dal padre Luciano, L’Antica Ditta Marchisio. A partire dal 2000, la famiglia Mattioli ha rinominato l’azienda usando il proprio nome di famiglia e Licia ha proposto le sue collezioni di gioielli, che attingono al repertorio dei più grandi maestri dell’arte moderna e contemporanea, da Klimt a Mondrian, da Dalì a Magritte, da Seurat a Kandinsky e tanti altri…fino all’ultima fonte di ispirazione: Escher.

 

Ed ecco qua che l’incontro tra un avvocato, l’arte orafa e l’arte contemporanea diventa un amalgama fantastico e sognante, come indica il nome stesso della collezione di anelli ispirata all’artista olandese:  “Rêve_r.” La parola “rêver” in francese vuol dire “sognare,” “fantasticare,” mentre la parola, foneticamente simile, “revers,” vuol dire “inverso.”  Il titolo della collezione, quindi, sembra giocare sulla similitudine fonetica dei due termini, riferendosi sia al sogno da cui è nata questa nuova idea di Licia Mattioli che all’innovazione dei suoi gioielli. Ciò che hanno in comune le pietre colorate e preziose degli anelli di Mattioli e le opere grafiche di Escher è che entrambe guardano il mondo da prospettive inaspettate.  La novità degli anelli della collezione “Rêve_r” risiede nel fatto che le pietre preziose vengono montate al contrario, cioè con la parte appuntita in superficie, anzi che incastonata nella montatura. Diamanti bianchi, neri, rubini, peridoti si stagliano sulle montature in oro giallo, rosa,  o titanio come tanti piccoli spunzoni luccicanti di riflessi variopinti. L’idea nasce sia dall’osservazione della natura che dalla conoscenza e passione per l’arte. La natura ha ispirato Mattioli durante un viaggio in Brasile, dove è rimasta colpita dai geodi, cavità nella pietra che celano cristalli naturali. E invece cos’è dell’arte di Escher che ha stimolato la fantasia di Licia Mattioli?

 

Yellow gold, peridot, white and fancy diamonds

Anello collezione “Rêve_r,” 2016. Oro giallo, peridoto, diamanti fancy e bianchi. Sopra: Anello collezione “Rêve_r,” 2016. Titanio, diamanti neri, diamanti bianchi e rubini.

 

Sicuramente le sue costruzioni impossibili di scale capovolte e superfici allo stesso tempo concave e convesse. Entrambi personaggi eclettici dai molteplici interessi, sia Escher che la Mattioli sanno guardare il mondo da un punto di vista insolito e ardito.   Le pietre dei gioielli sono infatti montate a testa in giù, mostrando ciò che normalmente viene nascosto, così come Escher ha presentato in tutte le sue creazioni prospettive inaspettate e disorientanti . In alcune opere dell’artista olandese, infatti, ciò che è sopra è anche sotto, ciò che è dentro è anche fuori, i soffitti sono anche pavimenti. Basta guardare la sua litografia Relativity per farsene un’idea, con tutti quegli uomini che salgono e scendono le scale, dove però stabilire chi è che salga e chi è che scenda è praticamente impossibile. Oppure in Convex and Concave, dove i volumi delle pareti confondono l’occhio dello spettatore che non riesce a distinguere le profondità dalle sporgenze. Sperimentazione, voglia di meravigliare, coraggio di guardare il mondo da un’angolatura diversa: queste sono le caratteristiche che ritroviamo nella collezione “Rêve_r” di Mattioli e nelle opere di Escher, perché anche la moda può diventare un mezzo per guardare il mondo da una prospettiva insolita, proprio come l’arte.

 
 

Maurits Cornelis Escher “Relativity,” 1953, lithography. 294mm x 282mm. Courtesy of The M.C. Escher Company – the Netherlands.

Maurits Cornelis Escher “Relativity,” 1953, litografia. 294mm x 282mm. Courtesy The M.C. Escher Company – the Netherlands.

Maurits Cornelis Escher, “Convex and Concave,” 1955, lithography, 335mm x 275mm.

Maurits Cornelis Escher, “Convex and Concave,” 1955, litografia, 335mm x 275mm.

Review overview
NO COMMENTS

POST A COMMENT